Narrativa

Come fossi solo

Marco Magini

Irina non ha capito perché sono qui. Lei che si era innamorata di un capellone con la chitarra in mano e lo vede adesso con la terza divisa indosso. In fondo, a chi dovrei fare la guerra, io? Io che dovrei essere considerato un vero jugoslavo, un pezzo quasi unico. Sono nato a pochi chilometri da qui, nella parte a maggioranza serba della Bosnia Erzegovina da genitori croati. Non che questo facesse una gran differenza per me. La mia generazione non si è mai domandata se la ragazza con la quale uscivamo fosse serba o croata, o se il compagno di squadra fosse musulmano.
Editore: Giunti
224 pagine
Disponibile anche: eBook

"A Srebrenica l’unico modo per restare innocenti era morire".

Marco Magini, l’autore di questo romanzo, era un ragazzo durante l’ultima guerra di Jugoslavia, quando i telegiornali raccontavano un conflitto di violenza indicibile, quando, per la prima volta, sentì pronunciare il nome di Dražen Erdemovic.

A sua volta solo un giovane uomo. Più precisamente, un ventenne costretto a combattere una guerra voluta da un’altra generazione, messo davanti alla storia o Storia: quella che cambia i confini, le politiche e le possibilità. Quella che, certe volte, ti porta a dovere prendere una scelta, comunque dolorosa, come in un’antica tragedia greca.
Da qui, da un incontro doloroso, nasce la vicenda di questo romanzo che racconta il più grave dei fatti storici seguiti in Europa alla conclusione della seconda guerra mondiale: la strage di Srebrenica.
E, naturalmente, il dramma di molte coscienze costrette a rinunciare a un cammino di giustizia. La scelta di uno dei più drammatici momenti della storia europea recente, insieme al modo emotivamente coinvolgente di raccontarlo, fanno di questo testo un testo speciale. La rievocazione del massacro e del successivo processo presso il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia è affidata a tre voci che si alternano in una partitura ben scandita.
La voce del magistrato spagnolo Romeo González che rievoca lo svolgersi del processo seguito, evidenziando le motivazioni non sempre etiche e limpide che determinano una sentenza. Nell’eterno dibattersi tra ubbidire a leggi fratricide o ribellarsi appellandosi ai diritti inviolabili dell’uomo, viene fuori solo un’immagine povera e burocratica dell’esercizio della legge.
Al giudice González si affiancano le voci di Dirk, casco blu olandese di stanza a Srebrenica, rappresentante del contingente Onu colpevole di non avere impedito la strage, e quella del soldato serbo-croato Dražen Erdemovic, vero protagonista della storia, volontario nell’esercito serbo, che fu l’unico a confessare di avere partecipato al massacro, l’unico processato e condannato.

Per innamorarsi ancora del futuro le nuove generazioni dovranno fare i conti con il passato scomodo di anni a noi vicini.

www.premiocalvino.it 

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Dicono del libro

Un romanzo straordinario, di una scrittura rapida, icastica, emotivamente coinvolgente. Piero Gelli L'esordio singolare di Marco Magini rivela una voglia di raccontare la nostra epoca senza fermarsi ai confini. Maria Rosa Cutrufelli Un libro polifonico, in cui le verità si intrecciano a comporre un quadro selvaggio, dove il singolo si perde nella follia collettiva. Irene Bignardi, Vanity Fair Se pensate che la letteratura non si occupi della realtà, e della realtà vista nelle espressioni più estreme, segnatevi il titolo di questo esordio atipico. Piero Melati, Il Venerdì Con una scrittura potentissima Marco Magini riesce a rimettere in discussione le nostre coscienze. Irene Bignardi, Vanity Fair Una prova d’esordio di indiscutibile impatto per la lucida passione che la percorre e per il modo di raccontare, asciutto e insieme potente. Silvana Mazzocchi, La Repubblica Libro bello, forte, maturo per stile e scrittura nonostante l'autore sia soltanto del 1985. Un'ottima prova per un autore di cui, sicuramente, sentiremo ancora parlare. Marco Filoni, Pagina 99 Il Novecento di Auschwitz, Hiroshima e Srebrenica, altrimenti detto il secolo degli orrori, ha lasciato in eredità alle generazioni il compito di tramandare la memoria. Marco Magini aggiunge il suo prezioso tassello, nel solco di una tradizione illustre che in Italia ha raggiunto vette universali con narratori del calibro di Primo Levi, Rigoni Stern, Fenoglio, Pavese, Calvino. Per non uccidere il futuro. Michele Lauro, Panorama Se scrivere un romanzo fosse un mestiere da sicario, Magini in questo caso sarebbe partito dalla cosa più difficile: l'arma bianca, quella che ti costringe a guardare la vittima negli occhi, e a non avere pietà. Andrea Coccia, Linkiesta Come fossi solo non ha la distanza né di una rievocazione storica, né di un reportage narrativo.
È una lotta all'arma bianca che lascia poco respiro, una lotta in cui Magini si è ritrovato a tu per tu con l'anima nera dell'uomo, un'anima terribile il cui sguardo ferino non è per niente facile da fissare. Ed è proprio quell'anima la protagonista del romanzo.
Andrea Coccia, Linkiesta
Come fossi solo si legge con lo stomaco stretto. Dipinge il conflitto con pennellate impressioniste, pochi tratti per renderne i macabri rituali, nessun indugio, nessun voyeurismo bellico. Ma fa male comunque, e gliene siamo grati. Grati per averci riportati a quella guerra troppo vicina perché le nostre coscienze resistessero all’istinto di tenersela lontana. Francesca Magni, Lettofranoi La scelta di uno dei più drammatici momenti della storia europea recente, insieme al modo emotivamente coinvolgente di raccontarlo, fanno di questo testo un testo speciale. Luigia Sorrentino, Rai News Il risultato è una polifonia molto potente, molto carnale, che non perdona nessuno. [...] C’è tanto dolore in queste pagine, ma anche la luce in fondo al tunnel. Quella sensazione di dolore assoluto che si assottiglia come solo una lettura attenta del passato può dare. Pietro Cheli, Leiweb Un esempio di letteratura di testimonianza che affronta con coraggio e in maniera attentamente documentata una pagina vergognosa e rimossa dell’Occidente, il massacro di Srebrenica. Notevole è la forza evocativa di alcune scene come suggestivo è l’impianto a tre voci della narrazione ‒ un giudice internazionale, un soldato delle forze di interposizione Nato, un miliziano serbo-bosniaco ‒ ciascuna con la sua grana e la sua peculiare prospettiva. Menzione speciale giuria del Premio Calvino, 2013
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  • Collana: Scrittori Giunti
  • Dimensione: 14x21.5cm
  • Lingua: Italiano
  • ISBN - EAN: 9788809994478
  • Data di pubblicazione: 2014
  • Prima edizione: gennaio 2014
"Come fossi solo" di Marco Magini
L'autore
Marco Magini Marco Magini

Marco Magini è nato ad Arezzo nel 1985. Si è laureato in Politica Economica Internazionale alla London School of Economics. Per motivi di studio e di lavoro ha vissuto in Canada, Stati Uniti, Belgio, Turchia e India. Oggi vive...

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