Narrativa

Evelina e le fate

Simona Baldelli

Evelina cercava la pace e il silenzio.
Per quello si svegliava prima di tutti. Prima del padre che andava presto nei campi, prima della madre e della nonna che facevano le faccende, prima dei fratelli più grandi che andavano a scuola e di quelli più piccoli che invece dormivano fino a tardi. Certe mattine si svegliava persino prima del gallo. Le piaceva stare un po’ alla finestra della camera e guardare Candelara. Quella mattina si vedevano solo i rami nudi del noce che spuntavano appena in mezzo al bianco. La neve era arrivata già da un po’ ma quella notte doveva averne fatta così tanta che Cristo non ne poteva mandare giù più.
Editore: Giunti
256 pagine
Disponibile anche: eBook

Tornare al passato per dare senso al presente. Un racconto che annoda i figli della grande storia a quelli magici e colorati della vita di una bambina e del suo mondo fantastico, in un piccolo paese della campagna italiana.

La narrazione si apre con una scena memorabile, l'arrivo degli sfollati: a Evelina pare che dalla neve stiano uscendo le anime dei morti. La bambina vede due fate: la Nera, dai tratti cupi, e la Scepa, la fata allegra, colorata, con una veste a fiori, che ride sempre. Nei dintorni del casolare girano i partigiani: il loro capo, il Toscano, ottiene dal padre di Evelina, che con loro simpatizza, del cibo. Evelina e i suoi fratelli Sergio e Maria trovano il cadavere di un tedesco ammazzato dai partigiani: la Nera li fa scappare in tempo, e li spinge a nascondersi, pochi attimi prima dell'arrivo dei tedeschi. In un succedersi incalzante di colpi di scena, sulle colline attraversate dalla linea gotica alle spalle di Pesaro, in attesa dell'arrivo degli Alleati, trascorre l'ultimo anno della Seconda guerra mondiale filtrato dallo sguardo magico dell'infanzia, e travolge tutta la famiglia di Evelina, padre e madre molto malata, i fratelli, e il segreto di una bambina ebrea nascosta sotto una botola dentro la stalla. Realtà e magia si mescolano e si intrecciano, facendo rivivere il mondo contadino e quello delle fiabe, l'intrico complesso della guerra civile e di quella mondiale. Lo stile asciutto, arricchito di elementi dialettali, rende il racconto più reale: parole magiche, parole amuleti, filastrocche, che aprono la porta al sogno o alla profezia. E alla comprensione possibile di quello che accade.

Rassegna stampa

Evelina e le fate è stato il libro del giorno a Farenheit (Rai Radio3): ascolta la trasmissione e il libro del mese di marzo 2013.

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Dicono del libro

Il sorprendente romanzo di esordio di Simona Baldelli è un libro magico e non per la presenza delle fate, ma per una narrazione che riesce ad amalgamare con assoluta naturalezza vita vissuta e tradizioni, sofferenza e storia vera, piccoli momenti di gioia e dolori assoluti. Alessandra Rota, La Repubblica Una storia quasi magica, carica di tenerezza e di mistero. Un racconto poetico e ritmato, sospeso tra il dolore e il riscatto, tra le paure e la forza che serve a scalzarle Paolo Di Paolo, L'Unità una scrittura straordinariamente matura, trattandosi di un’opera prima, e assai espressiva – che fa largo uso di un dialetto molto simile a quello felliniano di Amarcord e Otto e mezzo Andrea Carraro, succedeoggi.it