Narrativa

L'uomo che veniva da Messina

Silvana La Spina

È l'unica immagine che mi resta di Griet. L'amore della mia vita, l'unico essere per cui ho lottato, penato, sofferto...
Editore: Giunti
352 pagine
Disponibile anche: eBook

Vita grama e avventure scellerate di Antonello da Messina.

Messina, 1479. Un uomo sta morendo nella sua casa, dopo aver vagato per mesi accompagnato da una bara con dentro una giovane donna. E' Antonello da Messina, il grande pittore siciliano, appena tornato da una Venezia flagellata dalla peste.
Antonello è famosissimo ormai. Ma la Sicilia non ama i suoi figli più geniali e Antonello lo sa. Per questo adesso, nel delirio finale, invoca il vecchio maestro Colantonio.
Quel delirio gli farà rivivere l'infanzia pezzente e l'incontro con i misteriosi artisti del Trionfo della Morte; lo porterà da una Napoli dominata dai cortigiani, come il Panormita e la bella Lucrezia, alla Roma dei cardinali cialtroni e delle puttane; dalla Mantova del Mantegna, alla Arezzo di Piero della Francesca. Da Bruges, dove finalmente scoprirà l'amore e persino il segreto della pittura a olio, a una Venezia che gli darà fama e gloria e l'amicizia coi Bellini.
Il romanzo - scritto in una lingua ora lucida ora appassionata - è anche l'affresco dell'epoca, crudele, affamata di gloria, dove domina l'Angelo della Morte.
Tanti sono i comprimari di questa vicenda, dai familiari meschini e sanguisughe, alla nana Nannarella morta per amore nei vicoli di Napoli; dall'aristocratica Volatrice e forse erede al trono di Sicilia, al buffone Cicirello; dai viceré scaltri, ai fanatici frati Osservanti, che scatenano a Messina rivolte contro il malgoverno.
Ma in quei viaggi una sola luce per Antonello: Griet, la figlia bastarda di Van Eych. E una sola ossessione: la pittura a olio dei fiamminghi.
Un romanzo storico? Un romanzo picaresco e sulfureo? Un romanzo sull'arte o un romanzo sull'amore estremo?
Forse solo un romanzo su un uomo, Antonello, che fece della sua ambizione un'arma, della fame di carne e di femmine un'ossessione, della pittura uno strumento per durare in eterno.

Dicono del libro

Pezzenti, cortigiani e cardinali. Antonello, da Messina al mondo. Stefano Bucci, La Lettura - Il Corriere della Sera Uno dei romanzi di miglior impatto di quest'annata letteraria Fulvio Panzeri, L'Avvenire L'arte di Antonello da Messina figlia dell'amore di una donna. Libero Un romanzo scritto con l’inchiostro delle viscere; uno stile guizzante che riesce a mantenere sempre viva l’attenzione del lettore Il Caffè Letterario di Io Donna Silvana La Spina ha perfettamente centrato il bersaglio, dando forma a un romanzo fortemente avventuroso, nel quale la sete dell'assoluto e della perfezione si somma all'appetito della carne e di gloria Salvatore Ferlita, La Repubblica Palermo Ogni pagina è scritta con la fiamma dell'immaginazione e della partecipazione emotiva alla storia, non c'è distacco fra lei e Antonello (...) questo libro lo riporta in vita Giovanna Giordano, Centonove Il compito che Silvana La Spina si è data in L’uomo che veniva da Messina è una sfida: restituire come un protagonista letterario a tutto tondo il pittore del ’400 di cui si sa meno di certo tra i maestri nella storia dell’arte Maurizio Bono