CucinaSaggistica

The Devil in the Kitchen

La vita dannata di uno chef stellato

Marco Pierre White

«Stronzetto» mi gridò Stephan Wilkinson,
il capocuoco del St. George.
Benvenuto nel mondo della gastronomia.
Ero lì da una settimana e avevo fatto qualche passo falso. Bruciato un toast, forse. O avevo strapazzato troppo le uova?
Quell’ometto mi lanciò uno sguardo feroce,
poi un altro grido uscì dalla sua bocca volgare. Era l’urlo di un sergente istruttore che si sentiva sopra il ribollire delle salse, lo sfrigolio della carne che frigge, il clangore del rame delle pentole contro il ferro dei fornelli, il sibilo di un coltello che affila l’altro:
«Che cosa sei tu, White? Che-cosa-sei?!».
416 pagine

L'autobiografia dell'enfant terrible che ha creato lo chef contemporaneo. Uno sguardo affascinante e unico sulla vita di un genio culinario che è ormai una leggenda vivente. Con un'introduzione di Andrea Petrini.

Lo hanno definito in mille modi: Pinturicchio della cucina, profeta del gastropunk, anarchico pazzoide.
Prima di lui, l'alta cucina come la conosciamo oggi - un'esperienza dei sensi e dello spirito, una forma di arte e al tempo stesso un remuneratissimo business - non esisteva. Prima di lui non esistevano gli chef geniali, iracondi e venerati come rockstar.

Marco Pierre White, maestro di Gordon Ramsay, Heston Blumenthal e Mario Batali, è stato per la cucina una figura iconica: punto di rottura, rivoluzione, genialità.
La sua vita privata e la sua vita professionale sono il simbolo di un'epoca, gli anni Ottanta e Novanta, in cui le arti, la società, il mercato hanno subito una profonda trasformazione.
Questa è la sua autobiografia, elegante, appassionata, senza mediazioni, con tutte le ombre, con tutte le luci. Titolo originale: ''The Devil in the Kitchen. Sex, Pain, Madness, and the Making of a Great Chef'' (2006, 2007).

Il libro si apre con l’introduzione di Andrea Petrini – giornalista italiano, osannato all’estero tanto che Time lo definisce “divinità del cibo” – scritta appositamente per l’edizione italiana e si chiude con 9 ricette originali di MPW.

Dicono del libro

La sua cucina è un insieme di creazioni sgargianti, con soprannaturale equilibrio, appassionata come una lettera d'amore New Yorker Il paradiso in sala, l'inferno in cucina: Marco Pierre White è stato il cuoco stellato più celebre e discusso nella Londra degli anni Novanta, con lanci di risotti bollenti e menu scritti a mano in tre settimane. Lui, il primo vero celebrity chef, che all'apice della carriera si ritirò in campagna. Ora, nella sua autobiografia, ha qualcosa da dire ai colleghi senza bruciature sui polsi. Michele Neri, Vanity Fair Pierre White ha cambiato l’identità del cuoco e i suoi riferimenti culturali e ha contribuito a costruire parte della nuova cucina contemporanea. Questo va ricordato e per questo vale la pena di leggerlo. Massimo Bottura, TuttoLibri - La Stampa Marco Pierre White is the original rock-star chef, the guy all of us wanted to be. Anthony Bourdain
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  • Editore: Giunti
  • Collana: Romanzo culinario
  • Traduttore: Reggiani,Sara
  • Copertina: Cartonato con sovraccoperta
  • Dimensione: 14x21.5cm
  • Lingua: Italiano
  • ISBN - EAN: 9788809820333
  • Data di pubblicazione: 2017
  • Prima edizione: gennaio 2017
L'autore
Marco Pierre White Marco Pierre White

Marco Pierre White è nato a Leeds in Inghilterra nel 1961 da padre inglese e madre di origini italiane. Ragazzino difficile, dal carattere complesso, vittima di bullismo a scuola, lascia gli studi e inizia a lavorare quasi per caso...