I Dialoghi, la Fortuna, la Conversazione
I Dialoghi, la Fortuna, la Conversazione

Giovanni Pontano

I Dialoghi, la Fortuna, la Conversazione

In questo volume si raccolgono, per la prima volta, i testi più rappresentativi della straordinaria produzione letteraria e scientifica di Giovanni Pontano, uno dei più grandi scrittori in latino del Quattrocento. Al di là della sua produzione poetica, infatti, i Dialoghi, La fortuna e La conversazione si offrono come matura testimonianza dei suoi ampi interessi: i cinque dialoghi (sospesi tra l’a...
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Acquista su Amazon con i nostri punti Giunti al Punto oppure acquista su: Prezzo: € 45,00
Editore: Bompiani
Collana: I classici della Letteratura Europea
Curatore: Francesco Tateo
Copertina: Cartonato con sovraccoperta
Pagine: 1760
Dimensione: 150X210
Data di pubblicazione: 28/08/2019
ISBN: 9788845297731
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Editore: Bompiani
Collana: I classici della Letteratura Europea
Curatore: Francesco Tateo
Pagine (ed. cartacea): 1760
Data di pubblicazione: 28/08/2019
ISBN: 9788858784044

L'autore

Giovanni Pontano, che già nella prima giovinezza assunse lo pseudonimo classicheggiante di Gioviano, era nato a Cerreto nell’Umbria il 7 maggio 1429 da una famiglia della piccola nobiltà. Intrapresa a Perugia la formazione giuridica, nel 1447 preferì entrare al seguito di Alfonso d’Aragona, re di Napoli, allora impegnato nella campagna contro Firenze. A Napoli si definì il suo orientamento culturale attraverso la frequentazione di Antonio Beccadelli, il Panormita, di letterati greci come Gregorio Tifernate, Giorgio Trapezunzio, Teodoro Gaza, e cultori di astrologia come Tolomeo Gallina e Lorenzo Bonincontri. L’insegnamento della lingua latina ai rampolli della famiglia reale e gli incarichi diplomatici sempre più impegnativi gli assicurarono una brillante carriera di maestro e di politico. In seguito al fallimento della congiura dei baroni (1486), divenne segretario del Re. Sotto il regno di Ferrante, partecipò ad azioni militari e vicende politiche per le quali raggiunse varie località italiane, soprattutto Roma e Ferrara. Nel frattempo si dedicò alla stesura di versi e di prose di argomento etico, storico e astrologico. Dopo la morte di Ferrante e l’effimera conquista del Regno da parte di Carlo VIII (1494), si ritirò a vita privata assistendo, poco prima di morire il 17 settembre 1503, alla definitiva caduta del Regno in mano spagnola.

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