Il capitale immateriale nel progresso scientifico e tecnologico
Il capitale immateriale nel progresso scientifico e tecnologico

Antonio Ruberti

Il capitale immateriale nel progresso scientifico e tecnologico

A oltre dieci anni dalla scomparsa, la figura di Antonio Ruberti diventa sempre più interessante, storicamente, per comprendere l'evoluzione delle politiche dell'istruzione e della ricerca in Italia. Non solo per quello che Ruberti ha fatto, ma anche, se non soprattutto, per quello che ha tentato di fare, senza riuscirvi. I successi e i fallimenti del suo impegno politico-istituzionale si sono dov...
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Editore: Giunti
Collana: Lavori finanziati Arte
Introduzione: Maria Grazia Melchionni
Presentazione: Paolo Galluzzi
Presentazione: Gilberto Corbellini
Copertina: Brossura con bandelle
Pagine: 264
Dimensione: 14 x 21,5
Data di pubblicazione: 02/11/2011
ISBN: 9788809771482

L'autore

Antonio Ruberti (Aversa, 24.1.1927 – Aversa, 4.9.2000), laureato in ingegneria all'Università di Napoli, è stato ricercatore presso la Fondazione Ugo Bordoni; ha insegnato Controlli automatici e Teoria dei sistemi presso l'Università La Sapienza di Roma, ha fondato e diretto l'Istituto di Automatica (ora Dipartimento di Ingegneria Informatica Automatica e Gestionale "Antonio Ruberti"), e il Centro dei Sistemi di controllo e di calcolo automatico del CNR (ora Istituto di Analisi dei Sistemi ed Informatica "Antonio Ruberti"), i primi organismi di ricerca realizzati in Italia nei settori dell'informatica e dell'automatica. È stato preside della Facoltà d'Ingegneria e rettore dell'Università di Roma "La Sapienza". Nelle fila del partito socialista, fu ministro senza portafoglio per il coordinamento della Ricerca Scientifica e Tecnologica, e ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Il suo impegno per la diffusione dell'educazione scientifica è sfociata in iniziative come le Settimane della cultura scientifica e tecnologica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi internazionali ed è stato eletto commissario europeo per la scienza, la ricerca e lo sviluppo e l'istruzione, la formazione e la gioventù, proponendo il 4° programma-quadro europeo per la ricerca, stabilendo accordi di cooperazione anche con i Paesi dell'ex Unione Sovietica e con altri organismi multinazionali europei, quali il CERN e l'ESA. Lanciò una serie di nuove iniziative, come i programmi europei di istruzione e formazione Leonardo e Socrates, e promosse l'istituzione dell'Assemblea europea delle scienze e delle tecnologie.

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