In pigiama tutto è possibile: entra a far parte del club delle pigiamiste!

Chissà quante pigiamiste e pigiamisti inconsapevoli ci sono nel mondo: non sanno che avrebbero tutto il diritto di entrare in un fantastico club, per far parte del quale basta amare starsene comodi in pigiama appena si può e per il maggior tempo possibile!

Ci sono pigiamisti di tutte le età, ma noi ci rivolgiamo in particolare a quelle bambine e a quei bambini che non hanno tanta voglia di riempire il proprio tempo libero con mille attività e preferiscono dare libero sfogo alla fantasia vestendo i comodissimi panni del… pigiamista! Sono pigri? Tutt’altro e lo scopriremo leggendo le storie di Alice e Caterina, le due amiche e vicine di casa che hanno fondato il Club delle Pigiamiste del loro palazzo.

 

Ma per capire meglio cosa voglia dire sposare la filosofia della pigiamistità, abbiamo incontrato Giulia Binazzi, l’autrice, e Chiara Leonardi, l’illustratrice.

Ci raccontate come è nata l’idea, ormai tre anni fa? 
Siamo amiche da tanti anni e ci piaceva l’idea di dare vita a un progetto comune anche se ormai abitiamo lontane. Quando poi sono nate le nostre bambine, osservando quanto fosse bello per loro stare in pigiama e avere un proprio spazio privato, libero, autogestito e inaccessibile agli adulti, è nata l’idea di raccontare il mondo della pigiamistità.
Raccontando la nostra idea, ci siamo accorte che non c’era bisogno di spiegarla, perché cosa fosse la pigiamistità era chiaro a tutti, grandi e piccini. Ci siamo dette allora che questo progetto poteva diventare una realtà e, insieme al nostro grafico Luciano Caponigro, abbiamo autoprodotto la nostra prima storia. Poi, in occasione  della Fiera del libro per ragazzi di Bologna abbiamo contattato Giunti ed è nato un incontro che ci ha portato sino a qui, alla pubblicazione per un grande editore delle prime due storie della serie:
Non disturbare, e Grandi vacanze.

Come si fa a entrare nel club delle pigiamiste?
Come tutti i club, anche questo è esclusivo: per entrarvi bisogna soddisfare una serie di requisiti, ci mancherebbe, ma è “accogliente proprio come un pigiama”. Non siamo noi a dirlo, ma il Gran Consiglio Mondiale delle Pigiamiste, a cui Alice e Caterina, fondatrici della sezione del Palazzo Rosso della loro città, si rivolgono in caso di dubbi o di perplessità. 

Lo si vede bene nella prima storia, Non disturbare in cui Rocco, che da poco si è trasferito nel palazzo Rosso, vorrebbe far parte del club, ma prima dovrà dimostrare di esserne degno.
Il secondo libro,
Grandi vacanze, parla invece di accoglienza delle differenze: Caterina e Alice incontreranno l’attivissima cugina di quest’ultima, che pigiamista proprio non è. Alla fine scopriranno che si può apprezzare il modo di essere degli altri e magari stare bene anche con chi non è proprio uguali a noi.

Nella terza storia, Fermi tutti!, il Club dovrà affrontare un grande e inatteso cambiamento: i genitori di Rocco vogliono cambiare casa! L'ipotesi del trasloco scatena la protesta-pigiamista e si dovrà cercare un accordo tra le esigenze di Alice, Caterina e Rocco e quelle dei genitori così da rendere il cambiamento, anche, un'opportunità! 

Pigiamisti si nasce o si diventa?
Non ci sono dubbi: pigiamisti si nasce. È impossibile acquisire questa caratteristica nel tempo, come è impossibile perderla (noi ad esempio non lo siamo affatto, mentre le nostre figlie lo sono da sempre!).

Ora, però, una domanda seria: la pigiamistità è anche uno spazio di libertà per i nostri bambini iperstimolati e molto sollecitati alla performance?
Alice e Caterina in effetti, nel chiudersi nella loro cameretta la domenica mattina, creano uno spazio da cui sono esclusi gli adulti e in cui la fantasia si può scatenare. 
Abbiamo cercato di far capire, anche con lo stile di scrittura e di illustrazione, che le protagoniste delle nostre storie (ma non dimentichiamoci dei pigiamisti maschi, come Rocco!) non sono bambine coccolose e leziose nei loro bei pigiamini, ma ragazzine dinamiche e curiose, che semplicemente scelgono di ritagliarsi degli spazi di autonomia e autogestione.

Quindi essere pigiamiste o pigiamisti non vuol dire essere pigri?
Non necessariamente e, casomai, per consapevole scelta: Alice e Caterina hanno tanta voglia di giocare, ma lo vogliono fare a modo loro e con i loro tempi. La loro pigiamistità è un modo per affermare se stesse.
Tutt’altra cosa è la situazione innaturale imposta oggi dalla pandemia, dove stare a casa non è una scelta ma una necessità.

 

E gli adulti come reagiscono alla pigiamistità di Alice e Caterina?
Nei libri gli adulti hanno un ruolo molto marginale. Il club è esclusivo e segreto, la sua esistenza è tramandata tra bambini ma i genitori non ne sanno nulla. In realtà, a ben guardare, esistono molti pigiamisti adulti, ma non entrano per ora nelle nostre storie. In futuro chissà… 

Siamo sicuri che, dopo l’uscita dei primi volumi, saranno in tanti a volere la tessera del club e nelle ultime pagine di ogni volume troverete tanti suggerimenti per fondarne anche voi, nel vostro palazzo, una sezione! Perché non dimenticatevi che… in pigiama tutto è possibile!