Narrativa

Gin tonic a occhi chiusi

Marco Ferrante

Le piacerebbe che qualcun altro guidasse per lei. Ma è voluta venire da sola. Saluta con la mano la signorina dal finestrino. Guarda per l’ultima volta nello specchietto retrovisore il piccolo pronao. Decide che non vorrà vederlo mai più. Tra tutte le cose misteriose, il denaro è una delle più misteriose.
352 pagine
Disponibile anche: eBook

Il ritratto impietoso di una famiglia altoborghese fra gossip, scandali e corruzione sullo sfondo di una Roma sfavillante, vuota e dissoluta. Caustico e spietato il nuovo romanzo di Marco Ferrante.

Non c’è niente che dia più soddisfazione a Elsa Misiano di raccogliere con un pretesto tutto il personale di servizio di cui dispone: per questo un paio di volte l’anno riunisce l’intera famiglia per un festeggiamento in grande stile. Sessantacinque anni, tendenza alla pinguedine, capace amministratrice di una rendita robusta, moglie di un importante avvocato fanatico di Porsche e ideologo di barche, ha cresciuto i tre figli maschi nello spirito di una (mal)sana competizione: Gianni, primogenito e fiscalista di grido, colpevole di aver sposato una provinciale di sinistra; Paolo, deputato quarantenne in attesa del quarto figlio, perplesso portavoce di una donchisciottesca campagna contro l’energia eolica; e infine Ranieri, il prediletto della madre, giornalista conformista, furbetto, frivolo, fortunato, considerato dagli altri due – unanimi – uno stronzo.

Ma quando Gianni viene chiamato in TV per chiarire i suoi rapporti con un imprenditore arrestato per corruzione, frode fiscale e associazione per delinquere, i consigli (e i preziosi contatti) dell’odiato Ranieri gli diverranno indispensabili. Per non parlare del povero Paolo, che di lì a poco si ritroverà invischiato in un’imbarazzante liaison con una ragazzotta “in odore di meretricio”, a cui incautamente ha donato una collana di Bulgari. Su uno sfondo di case costose e ben arredate, Martini al Plaza, scandaletti politici, pettegolezzi, colpi bassi e molta ipocrisia, i Misiano condurranno il lettore in luoghi dove a governare con grande nonchalance è un vuoto spettrale. 
Marco Ferrante ci regala un romanzo dall’ironia affilata e implacabile, che racconta il punto di congiunzione tra una titubante e disorientata borghesia e la politica, in una Roma bellissima eppure irrimediabilmente in via di decomposizione, un mondo nel quale saper preparare un gin tonic a occhi chiusi è, al tempo stesso, un vacuo slogan, un collaudato gesto di seduzione e anche un inutile e inconsapevole passo di danza su un abisso che non si vede, ma forse c’è.

Intervista a Marco Ferrante a Cuore e denari su Radio 24

Dicono del libro

Un romanzo sulla seduzione a basso costo, sui rapporti di potere tra gli individui e come una classe sociale smarrita e spaventata cerca di sopperire alla perdita di identità con la bulimia di oggetti e parole simbolo. Vittorio Macioce, Il Giornale Sopra il vestito niente, ritratto cinico della Roma bene. Nel suo 'Gin tonic a occhi chiusi' Marco Ferrante svela senza moralismi le vite ipocrite dei quartieri alti. Leonetta Bentivoglio, La Republica Perché è così difficile trovare assessori competenti e incensurati nella Capitale? La risposta in un romanzo che racconta il declino di una classe dirigente per la quale la “cosa pubblica” è ormai solo un argomento di conversazione. Stefano Feltri, Il Fatto Quotidiano I rampolli della Roma bene sempre sull’orlo dell’abisso. Sergio Pent, Tuttolibri - La Stampa Il romanzo antropologico di Marco Ferrante racconta i bisnipoti degli “Indifferenti”. Ester Viola, IL - Sole24ore La crudele bellezza di una storia famigliare che racconta i borghesi grandi grandi, tra amori, odi e gadget extralusso. Antonio D'Orrico, Sette Preghiera borghese numero 2. Si legga “Gin tonic a occhi chiusi” di Marco Ferrante non solo come fertility novel, pure come manuale di stile. Camilo Langone, Il Foglio Una matriarca di polso, cinica e manipolatrice, tre figli in competizione, mogli tradite, salotti, una girandola di amici e parenti. Un po’ di gossip. E molti soldi. Ritratto di famiglia (con villa e barca) firmato da un giornalista - romanziere che certi ambienti li ha visti da vicino. Anche i ricchi piangono. Ma mica sempre Elvira Serra, IO Donna E il romanzo di Ferrante, che scivola via surfeggiando fra un’ironia e l’altra – perché lo stile di Ferrante ha un fondo di sapida comicità – ci disvela una Roma sufficientemente nauseante e come vana, una grandissima provincia con tante zone verdi e monumenti ma pur sempre provincia – forse a Fellini sarebbe piaciuta una descrizione così – e un quadro di rapporti umani abbastanza deprimente, con tutti questi personaggi in cerca di se stessi e di un gin tonic. Mario Lavia, Unità.tv Un libro dove il racconto della famiglia Misiano diventa saga per mettere in scena, con le vicende di tre fratelli, un’Italia battezzata nell’istante di un dettaglio. Pietrangelo Buttafuoco, Il Foglio Il libro di Ferrante è la cronaca di una decomposizione sociale che è motivata e ricade tutta nella psicologia. Una dissoluzione della borghesia che come classe sociale non ispira nemmeno horror vacui, perché alla fine resta solo il vacui, senza horror. In questo libro il non-orrore di una morte sociale è raccontato con puntualità e perfino con impietoso divertimento, fino all'ironia sentimentale. Bruno Giurato, Linkiesta «La scrittura di Ferrante è rivelatrice, dissacrante, tanto da essere divertente». Nicolò Carnimeo, Il fatto quotidiano Storia privata dell'Italia secondo Marco Ferrante. Giacomo Galanti, Huffingtonpost Marco Ferrante con uno stile puntuale e incisivo, intingendo la penna in un sarcasmo sottile ma non troppo, riesce senza ipocrisia a fare il punto della situazione, a preparare un gin tonic a occhi chiusi snocciolando quelli che ormai sono i tòpoi classici della contemporaneità. Giulia Ciarapica, unacasasullalbero.com La descrizione post-moraviana dell’indifferenza tipica di quelle che dovrebbero essere le classi dirigenti della Capitale e che sono invece l’incarnazione, molto romana, appunto, della fuga dalle responsabilità. Mario Ajello, Ilmessaggero.it Quello di Marco Ferrante è un romanzo tra i migliori del 2016, che si concentra sulla borghesia italiana, su ciò che resta di questa "grande assente", su quel che rimane di classi dirigenti a cui i partiti non riescono più a riconnettersi. Giulia Ciarapica, Huffingtonpost Un romanzo dalla natura complessa svolgendo l’arduo compito di delineare, con perfezione chirurgica, la natura psicologica dei suoi personaggi che tendono a stare aggrappati al denaro perché è questa l’unica cosa che li spinge a proseguire. In questa presa di coscienza che ci vuole tutti spettatori e a volte protagonisti di un mondo alla deriva, emerge il desiderio di guardarci dentro e di fare i conti con ciò che siamo. Stefania Massari, Glistatigenerali.com Ferrante non si risparmia e non ci risparmia: qualche volta apre parentesi sui gusti di questo o quel personaggio, ma per primo commenta - voce fuori campo - l'inutilità di quel paragrafo ai fini della trama: eppure sono queste le parti più riuscite, quelle che staccano forzatamente i personaggi dal bancone di un bar fin troppo noto e li caratterizzano per fissazioni, paure, aspettative. Gloria Chioni, Criticaletteraria.org Un bell’affresco, istruttivo, divertente, spesso amaro, tratteggiato con puntuale precisione, mai disgiunta da una sottile ironia e soprattutto da una certa umana comprensione. Gian Luca Antonio Lamborizio, MilanoNera Con una bella dose di tagliente ironia, Gin tonic a occhi chiusi, titolo del libro e mantra di una classe sociale, ci racconta lo spaccato di una capitale verso l’abisso, dove dietro alla famiglia e allo status sociale si nascondono aspetti vagamente deprimenti. Marta Elena Casanova, Tgcom24 Una Roma scandalosa e corrotta descritta dallo humour di Marco Ferrante. Rossella Montemurro, ilmiotg.it Un excursus tra l’alta borghesia romana, fra gossip, scandali, corruzioni…senza veli e senza addolcimenti. Silvia Menini, mondorosashokking.com Il declino della borghesia a ritmo di cocktail. Fabio Cozzi, Sulromanzo
Condividi
L'autore
Marco  Ferrante Marco Ferrante

Marco Ferrante è nato a Martina Franca il 29 dicembre 1964. Sposato, tre figli, è vicedirettore a La7. Questo è il suo quarto libro. Visita il sito di Marco Ferrante.   

Appuntamenti
News