Narrativa

Se mi tornassi questa sera accanto

Carmen Pellegrino

In quel momento Lulù pensò a quanto sia complicata la vita per i figli dell'uomo, che cercano il perdono definitivo per quello che fanno, ma non perdonano mai se stessi per quello che non hanno fatto. E poi c'era questa cosa che la tormentava da quando aveva memoria, questa riluttanza o forse incapacità degli uomini di dire una parola che ripara, la parola che aggiusta.
240 pagine
Disponibile anche: eBook

I lettori di "Cade la terra" ritroveranno le atmosfere che avevano amato, la scrittura forte e poetica, all’interno di una vicenda distesa, al tempo stessa realistica e fantastica.

"Se mi tornassi questa sera accanto", memorabile incipit della poesia “A mio padre” di Alfonso Gatto, è il secondo libro di Carmen Pellegrino che racconta il delicato rapporto tra padre e figlia. Un romanzo sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli esseri umani, specie se si sono amati.

Giosuè Pindari - uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico - scrive lettere alla figlia Lulù, che se ne è andata e non dà più notizie di sé, e le affida alla corrente del fiume, arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo il fiume, con le sue piene improvvise, sa sempre come arrivare a destinazione.

In quella distanza vive Lulù che d’un tratto, dalle sponde di un altro fiume - dopo l’incontro con Andreone, l’uomo “leggero” che aspetta la piena - è come se rispondesse alle lettere paterne, seguendo la corrente.

Intervista a Fahrenheit su Radio Rai Tre

Corriere della Sera

TuttoLibri - La Stampa

Intervista sull'Huffingtonpost

Satisfiction

Panorama.it

Zeugma

Convenzionali

Poetarum Silva

L'Espresso.it

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Letture Metropolitane

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Sognando tra le righe

Intervista a TV 2000 - dal minuto 36:00

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Leggeremania

Chiarettapelle

Carmen Pellegrino ospite di Gigi Marzullo a Milleunlibro, dal minuto 39

Il Tirreno

Julienews

Intervista a Radio Kiss Kiss Italia 

Il Piccolo

Radiolibri

Video intervista di Fanpage.it

Via Po Cultura

Intervista radio su Letteratitudine 

Huffingtonpost - Stefania Massari

Libreriamo

Piolatorre.it

Chronicalibri

Radiolibri

Intervista a Carmen Pellegrino su Rai community, dal minuto 25

Intervista di Alessandra Tedesco a Carmen Pellegrino, trasmissione Il cacciatore di libri su Radio 24

Il Messaggero

Art a part of culture

Oubliette Magazine

La Balena Bianca

Succedeoggi

Dicono del libro

Una vicenda familiare di incomunicabilità raccontata con una lingua che si difende dall'oblio. Angelo Carotenuto, Il Venerdì di Repubblica Se mi tornassi questa sera accanto è proprio questo: una "nostalgia dell'inaccaduto", il desiderio di colmare una distanza... Quella di Carmen Pellegrino è una prosa totalmente compenetrata di rimandi poetici. Cristina Taglietti, La Lettura Una riflessione sul destino, non si sa se dannante o salvifico, della parola. Massimo Onofri, Avvenire Il romanzo di Carmen Pellegrino racconta, sullo sfondo di una storia recente, graffita di surreali, poetiche suggestioni, un conflitto di generazioni, incluse tradizione e modernità. Uno scontro componibile, oltre le contrapposte ragioni ed errori, nella consapevolezza di un solidale destino. Tutto sta, come evince Lulù, nel superare la «riluttanza o forse incapacità degli uomini di dire una parola che ripara, la parola che aggiusta». La parola perdono? Lorenzo Mondo, TuttoLibri - La Stampa Romanzo, favola, epistolario e poema onirico. Se mi tornassi questa sera accanto di Carmen Pellegrino è tante cose insieme. Marco Belpoliti, L'espresso La scrittura di Carmen Pellegrino ha la forza della (sua) terra, ma non fugge, anzi si fida, davanti al mistero dell'acqua. Abbandonatevi a lei, a quello che racconta e a come lo fa. Chiara Gamberale, Io Donna Carmen Pellegrino sostiene con una tessitura poetica le pagine del romanzo, attraverso citazioni e allusioni ad autori amati (Montale, Pozzi, Dickinson, ma anche Nedda Falzolgher) alle quali fa da contrappunto una scrittura ricca di risonanze liriche. Cristina Taglietti, Il Corriere della Sera Se mi tornassi questa sera accanto [...] è un libro sull'assenza e sull'abbandono, ma è anche il racconto del faticoso tentativo di approssimarsi a questo soggetto che manca e tace: un percorso che non può che avere una traiettoria regressiva, un intinerario che, per riprendere un'immagine allegorica che pervade l'intera storia, richiede di procedere controcorrente, risalendo il fiume dell'esistenza e della memoria, per guadagnare un residuo senso originario che dia requie al dolore. [...] Se mi tornassi questa sera accanto vuole essere, allusivamente, anche una riflessione metaletteraria sul senso della lingua: il romanzo sembra dirci che le parole attengano a una dimensione intima, personale e che per comunicare valgano di più le reticenze e i silenzi, i gesti e gli oggetti, che per stabilire relazioni con gli altri la lingua muta dei corpi e delle cose sia più efficace e persistente di quella parlata o scritta. Matteo Di Gesù, La Repubblica Carmen Pellegrino, dopo l'intenso 'Cade la terra' conferma un talento fuori dal comune nell'affrontare con intensità storie e personaggi sorprendenti. Pietro Cheli, Amica Quella di Pellegrino è una narrativa "poetica" non soltanto in virtù delle frequenti citazioni di poeti; è sempre tesa, al di là della trama del racconto, verso la ricerca di un senso più profondo che ha a che fare con la vita e la morte, la speranza e il suo apparente contrario, l'amore e l'abbandono, la memoria e l'oblio. Francesco Durante, Il Mattino La nostalgia, la desolazione, la modernità, il digitale, la malattia mentale, l’abbandono, la fuga, l’approdo, la politica affaristica, i fili sospesi di due esistenze elastiche che si fanno male nell’effetto di abbandono e forza nella poetica di Carmen Pellegrino che in tutto questo delirante dolore riesce a trovare la speranza al di là del fiume. Cosimo Damiano Damato, Gazzetta del Mezzogiorno Carmen Pellegrino non è solo una giovane autrice di razza, ha una lingua che rinnova il midollo spinale della tradizione novecentesca, e anche qui la poesia esonda (ma non come un tuffo di pancia, non con maldestri schianti compiaciuti), la profondità le viene naturale come i fiumi che racconta, ed è quello che io chiamo destino, il destino di scrivere. Grazia Verasani La capacità della Pellegrino è di saperli cogliere [i conflitti] e farli suoi, riversandoli sulla pagina con forza, traendo anche linfa dal suo retroterra culturale, tra cui la passione per la poesia... La speranza, almeno quando si crede nella poesia, è davvero l'ultima a morire. O, forse, non muore mai. Vincenzo Pardini, Il Resto del Carlino In un impasto di sogni, delusioni, dolori, sorrisi, lacrime e storie che confermano, in quest'opera seconda, il talento letterario, la forza affabulatoria e la sensibilità di Carmen Pellegrino. Alessandro Mezzena Lona, Il Piccolo Il linguaggio è ricercato, mai banale...è il romanzo della riconciliazione, un inno all'amore. Gerardo Adinolfi, La Repubblica Firenze Vorrei avere un mese per poter distillare ogni pagina di questo romanzo che rivela la grandezza di una scrittrice destinata a un grande futuro. Un romanzo sull'abbandono, sull'amore, sulla deriva dei sentimenti, ma soprattutto sul perdono. Su chi sa che "non c'è modo di tornare indietro, ma io ti aspetto ancora alla finestra". Pagine che sono un abbraccio d'inchiostro e al contempo un sasso che veleggia verso quel mistero che si chiama "io". Gian Paolo Serino La penna delicata di Carmen Pellegrino indaga negli anfratti dell’animo dei suoi protagonisti per scoprirne la verità e l’essenza, per trovare quel punto di raccordo tra Giosuè e Lulù che sembra essere suggerito nella ricerca “della parola che ripara, la parola che aggiusta”. Quella parola che permette di andare al di là delle mura, in quel luogo dove sarà finalmente possibile incontrarsi. Luogo che un giorno vestirà l’abito del presente. Gaia Montanaro, Il Foglio Affidato, il perdono, alla leggerezza e alla felicità di questa scrittura: che disegna specchi di cristallina nitidezza [...] dove ciascuno non può non guardarsi, non ritrovare le proprie contraddizioni e debolezze, e, insomma, riscoprire se stesso. È questo, in fondo, il sortilegio della letteratura; e qui si rinnova: a conferma di una grande narratrice, in un libro destinato a restare. Giuseppe Giglio, La Sicilia Una penna raffinata che intinge nella grande poesia e letteratura. Mariapia Bonanate, Famiglia Cristiana Un'opera sulla necessità di salvarsi e sulla consapevolezza che farlo da soli è difficile. Annarita Briganti, Donna Moderna Non si può contenere tutta la poesia che c’è in questo libro straordinario. Il fiumeterra, l’ignoto ideale, la grande delusione e la terra che non tradisce mai e da cui allo stesso tempo non bisogna aspettarsi niente . Se mi tornassi questa sera accanto di Carmen Pellegrino è un gioiello di bella scrittura che arriva al cuore e lo travolge. Nicola Vacca, Satisfiction Nella scrittura di Carmen Pellegrino la parola è salvifica, ha il potere del discernimento. Si fa trave portante di un immaginario naturale in cui mente, cuore e spirito ritrovano
l’armonia. Angelo Di Liberto, la Repubblica Palermo, Billy, il vizio di leggere
Un libro che ha un profumo di antico che ammalia e coinvolge restando sulla pelle a lungo. Giuseppe Fantasia, Huffingtonpost Mentre nell'esordio di Carmen Pellegrino era la dimensione fantasmatica a prevalere (il riscatto dei paesani defunti durante il rito della cena spiritica), qui c'è una forza primitiva che impregna il racconto di terra e acqua, sapori e odori, umori corporei, oggetti, desideri, fughe. [...] Di qua e di là dalle mura imposte dai vincoli familiari: l'epica della disperanza in un romanzo che rinnova il genere epistolare. Michele Lauro, Panorama.it Si legge d’un fiato e cura l’anima. Gabriele Ottaviani, Convenzionali Ciò che fa risaltare la scrittura, con l'evidente marchio di fabbrica della Pellegrino, è una composizione di elementi che quasi mai trova riscontro nel panorama piuttosto appiattito della narrativa contemporanea. Anna Petrazzuolo, La Repubblica di Napoli Un romanzo con linguaggio poetico che svela identità di altri tempi. Isabella Borghese, L'Unità In questo Se mi tornassi questa sera accanto l’Autrice disocculta* la realtà e intrude* stralci di vita personali, l’innocente servizievole fiducia nella mamma frutto di un amore feroce*, l’immensa ammirazione per Giosuè Pindari, suo padre/ padrone sia pure con le migliori intenzioni, socialista appenninico*, caprone* e zotico*, duro e puro, della schiera dei Garrone, ripetutamente succube dei molto più numerosi Franti, testardo lepidottero senza via d’uscita*, inguaribilmente affetto da mutacismo* ( * tanto per cogliere alcune delle espressioni linguistiche che vivacizzano il testo della Pellegrino e sostanziano le folgoranti annotazioni). Giovanna Colombo, Critici per caso Una storia che entra nel cuore dei lettori per la profondità della scrittura e l’intreccio emotivo dei protagonisti [...] Un romanzo che è come una lunga poesia, intensa e coinvolgente. Isabella D'Amore, Pink Magazine Italia Un romanzo molto bello, doloroso e commovente. Gianni Montieri, Poetarum Silva Un romanzo che scivola con la leggerezza dell’acqua su quell’atavico senso dell’abbandono che tutti, chi più chi meno, ci portiamo dentro come una paura recondita [...] Tra le righe di questo malinconico romanzo sul “mutacismo”, c’è una profonda ricerca poetica dell’autrice che attraversa secoli e autori diversissimi, e c’è l’invocazione sentimentale ad una riconciliazione che spinga le parole oltre il tempo Manuela Caserta, L'Espresso Non vogliamo raccontarvi per esteso la trama, o gli incontri, o gli intrecci abilmente inseriti tra le pagine. Vogliamo parlarvi della poesia che nel romanzo – ma anche in ogni testo di questa meravigliosa autrice – affiora abbracciando il lettore. Susanna Trossero, Blog Graphe Si poteva essere socialisti ai tempi di Craxi? E lo si poteva essere inseguendo un ideale, un progetto politico estraneo a ogni strategia affaristica? Si, si poteva. Giosuè Pindari, il protagonista dell’ultimo gran bel romanzo di Carmen Pellegrino, credeva in una sua personalissima utopia, il “socialismo appeninico”: scabro, duro come le montagne del Sud, nutrito dalla passione per il territorio, tumultuoso come i suoi fiumi, rigoglioso come i suoi boschi. Alternativo sia ai lussi dell’hotel Raphael che ai dogmi ideologici dei comunisti. Quel progetto crollò sotto i colpi di Tangentopoli. E quella frana travolse non solo gli equilibri politici della Prima repubblica ma anche le esistenze di quanti avevano sognato -per un momento - il riscatto della propria gente. Giovanni De Luna, Facebook Carmen Pellegrino, con verbo poetico, toglie la polvere dalla dimenticanza, mescola la Storia alle storie, parla di vita anche attraverso la morte. La resurrezione nelle parole. Giulia Ciarapica, Huffingtonpost Romanzo dell'attesa, della malinconia, della solitudine, delle colpe, delle mancanze, degli amori sfumati e di quelli traditi. [...] Il tutto raccontato, magistralmente, dalla voce cristallina di Carmen Pellegrino, con quel timbro che ammalia e affascina al contempo.
Appunti di una giovane reader - blog
Da leggere, come una sfida... Sololibri, Vincenzo Mazzaccaro Un romanzo di estrema delicatezza, che profuma di altri tempi, tra pulsioni ataviche e la lotta senza tempo per non farsi fagocitare il futuro dal passato di famiglia. Un libro scritto benissimo, letterario già a partire dal titolo (tratto dalla bellissima 'A mio padre' di Alfonso Gatto). Gloria Chioni, Criticaletteraria.org Un romanzo epistolare, fatto di centinaia di parole che passano da un padre alla figlia, diventando magia e incanto.
Perché Carmen Pellegrino ha un lirismo d’altri tempi, garbato, ricercato, nostalgico. [...] un romanzo magnifico quello dell’abbandonologa napoletana, che in 228 pagine conferma la sua dote più grande: è maestra di scrittura che sa curare le ferite dell’anima. Elena Giorgi, I'm not a groupie
Un capolavoro, qualcosa che rimarrà impresso nella mia immaginazione, un viaggio nel proprio animo attraverso tre personaggi graffianti, incisivi come le pietre trascinate dalla corrente che lasciano il segno sul fondo del fiume e sui suoi argini. Sognando tra le righe, blog Il bello di questo romanzo, oltre a tante altre cose, è che non sembra scritto da una donna. Giosuè è totalmente credibile, e soltanto nella seconda parte, quando a narrare è Lulù, ci si rende conto dell’ottimo lavoro svolto dall’autrice. Che riesce a sdoppiarsi e ad entrare nei panni di un padre e di una figlia, forse molto più simili di quanto essi stessi ritengano possibile. Che si cercano eppure si nascondono, e che del troppo amore hanno fatto un punto di rottura, l’indice di tutte le loro incomprensioni. Cristina Biolcati, NuovePagine.it Un libro che è tra i più belli e potenti esempi di elegia del mito della madre. Lottavo.it Una nostalgica narrazione di perdite dolorose e ricerca del perdono di una famiglia del sud, tradita dalla Storia e dai suoi stessi errori. Con stile raffinato, la giovane autrice campana si conferma una penna originale e potente. Leggermania Una storia valida, il dramma classico tra generazioni di padri e di figli, ma raccontato in una forma velata, diversa, rivoluzionaria, che è quella della poesia. Valentina Barile, Zeugma Malgrado l’inizio sia triste, la scrittura così suggestiva così poetica e così vera prende il lettore alla gola e... leggi una pagina e poi ancora un’altra perché vorresti sapere, vorresti capire, vorresti poi ricordare... Eleonora Masini, Aironepoesia Lascia respirare un mondo arcaico e fatto di voci delicate e sofferenti, di corpi che tornano nei paesi d’origine per nostalgia e fascino di qualcosa che non muore, nonostante tutto. La visionarietà di Carmen Pellegrino non è fantasmatica, calviniana, ma concreta, terrigena. Alessandro Moscè, Via Po Cultura Carmen Pellegrino accompagna le parole del romanzo con una musicalità poetica che caratterizza i suoi personaggi dotati di disarmoniche imperfezioni, ma di sentimenti autentici. La genuinità delle parole, i caratteri tipici di personalità dominanti, l'elemento naturale che fa da collante alla narrazione determinano la bellezza di questo romanzo caldo e rassicurante come la madre terra e fresco e delicato come l'acqua che ci dà la vita e la speranza di un futuro migliore al quale aggrapparci per sentirci completi e vivi. Stefania Massari, HuffingtonPost Il tempo di cui parla il libro della Pellegrino (l'autrice, che si autodefinisce "abbandonologa", aveva esordito con un bellissimo testo dedicato ai paesi disabitati) è quello inesorabile del declino dell'età che trasfigura il ricordo nel sogno. Ma non dimenticando la possibilità di incontrare un miracolo, come quelli offerti dalla natura con la sua infinita stagionalità: il mare, «le acque in verticale» delle cascate, la terra. Roberto Corvelli, The good life Uno scrigno di infinita grazia e rara bellezza, che racchiude la suggestione toccante delle storie che arrivano al cuore, parlando sottovoce. “Se mi tornassi questa sera accanto” è l’ultimo libro di Carmen Pellegrino: una storia familiare narrata con inusitato candore e capace di toccare le corde dell’anima di chi dipinge le assenze diluendo pensieri d’acqua dolce e inchiostro. Maria Pia Romano, Libreriamo Un romanzo intarsiato di citazioni, che vive di suggestioni e sospensioni, di rimpianti e invocazioni e risposte, prima ancora che di domande. La famiglia con il suo giogo, con le sue fratture e le sue distanze, le strade impervie e nessuna scorciatoia, è qualcosa da cui fuggire e a cui tornare, o forse no. Salvatore Lo Iacono, Piolatorre.it Delicato e violento, aspro e avvolgente, cinico ma fortemente emotivo. Giulia Siena, Chronicalibri Un romanzo sulle ragioni di uomini fallibili come gli altri. Sul senso della vita. Gian Paolo Serino, La Provincia La “poesia” va oltre la fattualità del racconto, lo spinge verso la ricerca di una profondità diversa, di un senso che riduce lo spazio stesso del racconto. Così Carmen Pellegrino riesce a fare del suo romanzo un romanzo lirico e nostalgico, malinconicamente sedotto dalla figuratività dei luoghi in cui si muove (il fiume o le colline). E dalla capacità di “essere” insieme con essi, di farne scaturire la verità (la “verità” dell’incontro con l’altro, dell’ascolto con l’altro che è rappresentato dal perdono e dalla riconciliazione finale) contro l’assedio feroce dell’inautentico che potrebbe sommergere tutto. Renato Minore, Il Messaggero Questo romanzo fonde l'invenzione con la storia, la realtà col sogno. Lo fa a maturazione di un percorso artistico originale e attraverso una lingua che sa di antico ma per effetto di una lavoro minuzioso di ricerca e recupero. Andrea Cirolla, L'indice dei libri del mese Il secondo romanzo di Carmen Pellegrino ci conferma una scrittrice capace di coniugare contenuti e ricerca linguistica, forma e sostanza. Ma soprattutto ci conferma una voce che sa parlare di sentimenti e sa smuovere emozioni, dolcezze e fastidi. Davide Saini, La balena bianca Il nuovo romanzo di Carmen Pellegrino racconta la storia di una famiglia imperfetta nel cuore delle montagne campane. Una vicenda nella quale l'elegia delle parole salva i personaggi dalla follia. Ilaria Palomba, Succedeoggi
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  • Editore: Giunti
  • Collana: Scrittori Giunti
  • Dimensione: 14x21.5cm
  • Lingua: Italiano
  • ISBN - EAN: 9788809816015
  • Data di pubblicazione: 2017
  • Prima edizione: marzo 2017
Se mi tornassi questa sera accanto, Carmen Pellegrino, Booktrailer romanzo
L'autore
Carmen  Pellegrino Carmen Pellegrino

Carmen Pellegrino ha scritto saggi di storia e racconti. Da anni raccoglie suggestioni sui luoghi abbandonati. Il suo romanzo d'esordio, Cade la terra, ha vinto il Premio Rapallo Carige opera prima e il Premio Selezione Campiello.

  • Cade la terra