NovitàNarrativa

Se mi tornassi questa sera accanto

Carmen Pellegrino

In quel momento Lulù pensò a quanto sia complicata la vita per i figli dell'uomo, che cercano il perdono definitivo per quello che fanno, ma non perdonano mai se stessi per quello che non hanno fatto. E poi c'era questa cosa che la tormentava da quando aveva memoria, questa riluttanza o forse incapacità degli uomini di dire una parola che ripara, la parola che aggiusta.
240 pagine
Disponibile anche: eBook

I lettori di "Cade la terra" ritroveranno le atmosfere che avevano amato, la scrittura forte e poetica, all’interno di una vicenda distesa, al tempo stessa realistica e fantastica.

"Se mi tornassi questa sera accanto", memorabile incipit della poesia “A mio padre” di Alfonso Gatto, è il secondo libro di Carmen Pellegrino che racconta il delicato rapporto tra padre e figlia. Un romanzo sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli esseri umani, specie se si sono amati.

Giosuè Pindari - uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico - scrive lettere alla figlia Lulù, che se ne è andata e non dà più notizie di sé, e le affida alla corrente del fiume, arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo il fiume, con le sue piene improvvise, sa sempre come arrivare a destinazione.

In quella distanza vive Lulù che d’un tratto, dalle sponde di un altro fiume - dopo l’incontro con Andreone, l’uomo “leggero” che aspetta la piena - è come se rispondesse alle lettere paterne, seguendo la corrente.

Intervista a Fahrenheit su Radio Rai Tre

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Satisfiction

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Dicono del libro

Una vicenda familiare di incomunicabilità raccontata con una lingua che si difende dall'oblio. Angelo Carotenuto, Il Venerdì di Repubblica Se mi tornassi questa sera accanto è proprio questo: una "nostalgia dell'inaccaduto", il desiderio di colmare una distanza... Quella di Carmen Pellegrino è una prosa totalmente compenetrata di rimandi poetici. Cristina Taglietti, La Lettura Una riflessione sul destino, non si sa se dannante o salvifico, della parola. Massimo Onofri, Avvenire Il romanzo di Carmen Pellegrino racconta, sullo sfondo di una storia recente, graffita di surreali, poetiche suggestioni, un conflitto di generazioni, incluse tradizione e modernità. Uno scontro componibile, oltre le contrapposte ragioni ed errori, nella consapevolezza di un solidale destino. Tutto sta, come evince Lulù, nel superare la «riluttanza o forse incapacità degli uomini di dire una parola che ripara, la parola che aggiusta». La parola perdono? Lorenzo Mondo, TuttoLibri - La Stampa Carmen Pellegrino sostiene con una tessitura poetica le pagine del romanzo, attraverso citazioni e allusioni ad autori amati (Montale, Pozzi, Dickinson, ma anche Nedda Falzolgher) alle quali fa da contrappunto una scrittura ricca di risonanze liriche. Cristina Taglietti, Il Corriere della Sera Carmen Pellegrino, dopo l'intenso 'Cade la terra' conferma un talento fuori dal comune nell'affrontare con intensità storie e personaggi sorprendenti. Pietro Cheli, Amica Quella di Pellegrino è una narrativa "poetica" non soltanto in virtù delle frequenti citazioni di poeti; è sempre tesa, al di là della trama del racconto, verso la ricerca di un senso più profondo che ha a che fare con la vita e la morte, la speranza e il suo apparente contrario, l'amore e l'abbandono, la memoria e l'oblio. Francesco Durante, Il Mattino La capacità della Pellegrino è di saperli cogliere [i conflitti] e farli suoi, riversandoli sulla pagina con forza, traendo anche linfa dal suo retroterra culturale, tra cui la passione per la poesia... La speranza, almeno quando si crede nella poesia, è davvero l'ultima a morire. O, forse, non muore mai. Vincenzo Pardini, Il Resto del Carlino Vorrei avere un mese per poter distillare ogni pagina di questo romanzo che rivela la grandezza di una scrittrice destinata a un grande futuro. Un romanzo sull'abbandono, sull'amore, sulla deriva dei sentimenti, ma soprattutto sul perdono. Su chi sa che "non c'è modo di tornare indietro, ma io ti aspetto ancora alla finestra". Pagine che sono un abbraccio d'inchiostro e al contempo un sasso che veleggia verso quel mistero che si chiama "io". Gian Paolo Serino Non si può contenere tutta la poesia che c’è in questo libro straordinario. Il fiumeterra, l’ignoto ideale, la grande delusione e la terra che non tradisce mai e da cui allo stesso tempo non bisogna aspettarsi niente . Se mi tornassi questa sera accanto di Carmen Pellegrino è un gioiello di bella scrittura che arriva al cuore e lo travolge. Nicola Vacca, Satisfiction Un libro che ha un profumo di antico che ammalia e coinvolge restando sulla pelle a lungo. Giuseppe Fantasia, Huffingtonpost Mentre nell'esordio di Carmen Pellegrino era la dimensione fantasmatica a prevalere (il riscatto dei paesani defunti durante il rito della cena spiritica), qui c'è una forza primitiva che impregna il racconto di terra e acqua, sapori e odori, umori corporei, oggetti, desideri, fughe. [...] Di qua e di là dalle mura imposte dai vincoli familiari: l'epica della disperanza in un romanzo che rinnova il genere epistolare. Michele Lauro, Panorama.it Si legge d’un fiato e cura l’anima. Gabriele Ottaviani, Convenzionali Ciò che fa risaltare la scrittura, con l'evidente marchio di fabbrica della Pellegrino, è una composizione di elementi che quasi mai trova riscontro nel panorama piuttosto appiattito della narrativa contemporanea. Anna Petrazzuolo, La Repubblica di Napoli In questo Se mi tornassi questa sera accanto l’Autrice disocculta* la realtà e intrude* stralci di vita personali, l’innocente servizievole fiducia nella mamma frutto di un amore feroce*, l’immensa ammirazione per Giosuè Pindari, suo padre/ padrone sia pure con le migliori intenzioni, socialista appenninico*, caprone* e zotico*, duro e puro, della schiera dei Garrone, ripetutamente succube dei molto più numerosi Franti, testardo lepidottero senza via d’uscita*, inguaribilmente affetto da mutacismo* ( * tanto per cogliere alcune delle espressioni linguistiche che vivacizzano il testo della Pellegrino e sostanziano le folgoranti annotazioni). Giovanna Colombo, Critici per caso Una storia che entra nel cuore dei lettori per la profondità della scrittura e l’intreccio emotivo dei protagonisti [...] Un romanzo che è come una lunga poesia, intensa e coinvolgente. Isabella D'Amore, Pink Magazine Italia Un romanzo molto bello, doloroso e commovente. Gianni Montieri, Poetarum Silva Un romanzo che scivola con la leggerezza dell’acqua su quell’atavico senso dell’abbandono che tutti, chi più chi meno, ci portiamo dentro come una paura recondita [...] Tra le righe di questo malinconico romanzo sul “mutacismo”, c’è una profonda ricerca poetica dell’autrice che attraversa secoli e autori diversissimi, e c’è l’invocazione sentimentale ad una riconciliazione che spinga le parole oltre il tempo Manuela Caserta, L'Espresso Non vogliamo raccontarvi per esteso la trama, o gli incontri, o gli intrecci abilmente inseriti tra le pagine. Vogliamo parlarvi della poesia che nel romanzo – ma anche in ogni testo di questa meravigliosa autrice – affiora abbracciando il lettore. Susanna Trossero, Blog Graphe Si poteva essere socialisti ai tempi di Craxi? E lo si poteva essere inseguendo un ideale, un progetto politico estraneo a ogni strategia affaristica? Si, si poteva. Giosuè Pindari, il protagonista dell’ultimo gran bel romanzo di Carmen Pellegrino, credeva in una sua personalissima utopia, il “socialismo appeninico”: scabro, duro come le montagne del Sud, nutrito dalla passione per il territorio, tumultuoso come i suoi fiumi, rigoglioso come i suoi boschi. Alternativo sia ai lussi dell’hotel Raphael che ai dogmi ideologici dei comunisti. Quel progetto crollò sotto i colpi di Tangentopoli. E quella frana travolse non solo gli equilibri politici della Prima repubblica ma anche le esistenze di quanti avevano sognato -per un momento - il riscatto della propria gente. Giovanni De Luna, Facebook Romanzo dell'attesa, della malinconia, della solitudine, delle colpe, delle mancanze, degli amori sfumati e di quelli traditi. [...] Il tutto raccontato, magistralmente, dalla voce cristallina di Carmen Pellegrino, con quel timbro che ammalia e affascina al contempo.
Appunti di una giovane reader - blog
Da leggere, come una sfida... Sololibri, Vincenzo Mazzaccaro Un romanzo di estrema delicatezza, che profuma di altri tempi, tra pulsioni ataviche e la lotta senza tempo per non farsi fagocitare il futuro dal passato di famiglia. Un libro scritto benissimo, letterario già a partire dal titolo (tratto dalla bellissima 'A mio padre' di Alfonso Gatto). Gloria Chioni, Criticaletteraria.org Un romanzo epistolare, fatto di centinaia di parole che passano da un padre alla figlia, diventando magia e incanto.
Perché Carmen Pellegrino ha un lirismo d’altri tempi, garbato, ricercato, nostalgico. [...] un romanzo magnifico quello dell’abbandonologa napoletana, che in 228 pagine conferma la sua dote più grande: è maestra di scrittura che sa curare le ferite dell’anima. Elena Giorgi, I'm not a groupie
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  • Editore: Giunti
  • Collana: Scrittori Giunti
  • Dimensione: 14x21.5cm
  • Lingua: Italiano
  • ISBN - EAN: 9788809816015
  • Data di pubblicazione: 2017
  • Prima edizione: marzo 2017
Se mi tornassi questa sera accanto, Carmen Pellegrino, Booktrailer romanzo
L'autore
Carmen  Pellegrino Carmen Pellegrino

Carmen Pellegrino ha scritto saggi di storia e racconti. Da anni raccoglie suggestioni sui luoghi abbandonati. Il suo romanzo d'esordio, Cade la terra, ha vinto il Premio Rapallo Carige opera prima e il Premio Selezione Campiello.

  • Cade la terra